Ideali e azioni per la collettività

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Questo blog ha la funzione di portare all’attenzione di tutti coloro che vogliono spendersi per una Capo d’Orlando più libera, vivibile e all’insegna del pluralismo, fatti azioni e proposte concrete per far si che questa terra possa sfruttare al meglio tutte le potenzialità che una natura generosa gli ha riservato.

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Idea di appartenenza – con libertà – Comitato spontaneo -

Viene comunemente definito senso di appartenenza è sicuramente un sentimento di fondamentale importanza nella nostra vita quotidiana, un legame che si instaura tra individui coscienti di avere in comune una medesima matrice culturale, intellettuale, sociale, professionale, religiosa.

Frequentemente esso porta alla costituzione di organismi di vario genere – fondazioni, istituzioni, società, enti, associazioni, corporazioni, ordini e quant’altro – i cui principali obiettivi sono ha tutela degli interessi degli aderenti e alla promozione della loro coscienza identitaria.

Il nostro obbiettivo e di creare una rete con tutti gli organismi sopra citati – così da contribuire e attingere  un comune sentire, così da esercitare liberamente il proprio giudizio critico. Una posizione un po’ decentrata, eccentrica, così da resistere ai richiami di partito e non cedere a tentazioni di coinvolgimento.

Credo che questa sia la sola collocazione che consenta di non lasciarsi condizionare eccessivamente dall’organismo di appartenenza: rimanere terzi quel tanto che basta per conservare la propria indipendenza di azione e di pensiero, per mantenere integra la propria obiettività di giudizio.

Conseguentemente, il senso di appartenenza che deriva da questa collocazione marginale non è mai totalizzante.

Si appartiene, certo, ma solo fino a un certo punto; c’è sempre una riserva mentale che lascia aperta una via di fuga intellettuale, è sempre alta la soglia di attenzione critica che consente di operare tutti quei di chi decide di farla propria corre il rischio di essere considerato come uno che ha l’arroganza di preferire la propria opinione a quella dei più, che col proprio comportamento mette a rischio l’unità del gruppo.

Tuttavia, per quanto scomoda, ritengo che questa collocazione sia anche l’unica che possa essere di una qualche utilità per se stessi e in fin dei conti anche per gli altri  riamane opportuna e necessaria viste le circostanze contingenti.

Per essere liberi bisogna osservare controllare rispettare e fare rispettare rimanendo ai margini.

Istituire un organismo di controllo equilibri e gestione sociale.

 

 

Organizzazione rete territoriale

Uno degli obiettivi principali del progetto del Comitato Spontaneo è l’attivazione di reti tra gli attori presenti in ogni territorio. Quali associazioni, imprese che hanno per scelta la sostenibilità.

I cittadini promotori del progetto sono incaricati a realizzare una prima scrematura delle realtà attive sul proprio territorio a partecipare al progetto di mobilitazione.

Sarà importante partire dalle esperienze già realizzate o in essere nei diversi territori, perché partire dall’esistente porta a valorizzare quello che di buono viene già fatto e a risparmiare tempo e lavoro dei volontari.

Le iniziative nei quartieri e nelle realtà locali devono essere molteplici, ben fatte, coinvolgenti, non isolate le une dalle altre.

L’approccio deve mettere in relazione, aumentandone la portata e la “massa critica” sia nei confronti della popolazione che di imprese e istituzioni.

 Dobbiamo ideare due forme di raggruppamento di cittadini associazioni, funzionali per supportare le attività di mobilitazione a livello locale.

Comitati di Azione Territoriale

I Comitati di Azione Territoriale – sono costituiti dagli associati di associazioni presenti a livello di macro-aree territoriali che intendono condividere le loro esperienze per la realizzazione di proposte di sviluppo sostenibile a beneficio della collettività.

I collaboratori con i movimenti che sul territorio si occupano di tutela e valorizzazione dei beni comuni e svolgono un ruolo di approfondimento e impostazione di criteri di nuova economia da attivare attraverso la creazione di appositi comitati. Il comitato ha, inoltre, lo scopo di instaurare un dialogo con le imprese presenti sul territorio, lavorando con quelle che già hanno intrapreso un discorso di sostenibilità e sensibilizzato altre realtà nel territorio.

 Gruppi Locali per la Sostenibilità

I Gruppi Locali per la Sostenibilità – sono le diramazioni territoriali e sono lo strumento operativo per la realizzazione di eventi di mobilitazione e di sensibilizzazione.

Sono gruppi informali, che si organizzano liberamente per le proprie iniziative, scegliendo luoghi e convocazioni, restando aperti ad altre adesioni, che condividono gli obiettivi si impegnano a realizzarli.

 Le attività del GLS :

- Elaborare un programma d’azione funzionale alla realizzazione dell’attività sul territorio con i partecipanti  promotori, obiettivi, strategie e azioni.

- Realizzare incontri con le organizzazioni e i cittadini per compiere un’analisi dei bisogni del territorio e  la mappatura delle imprese sostenibili.

- Promuovere azioni di sensibilizzazione culturale sui temi della nuova economia, dell’impresa e del consumatore responsabile, con dibattiti sulla nuova economia e sulla sostenibilità sociale e ambientale, sui comportamenti delle aziende locali e nazionali, anche con progetti nelle scuole da diffondere anche attraverso la stampa locale.

- Realizzare, incontri con le imprese locali per instaurare un dialogo sui temi della sostenibilità, per la nascita o il proseguimento di progetti comuni.

- Proseguire il dialogo aperto con le associazioni, i cittadini e imprese sullo sviluppo territoriale legato alla sostenibilità allargando il coinvolgimento di altri soggetti.

QUALCOSA DI DIVERSO

Nell’epoca della “comunicazione globale” e della inutile verbosità  il riflettere ed il confronto democratico ci faranno riscoprire il valore della parola e del confronto.

Indicazioni chiare ed essenziali che invitano alla sincerità e alla concisione, al rispetto, all’ascolto, smascherando i falsi amici e gli ipocriti adulatori.

Tra aneddoti divertenti  e riferimenti, dovremmo riscoprire l’arte e l’intessere a coltivare relazioni che arricchiscono reciprocamente, riportando le persone alla loro dimensione più umana.

 

Nuova Iniziativa in collaborazione con . . . . . . .

“Dire, fare, ascoltare”, nuova iniziativa per genitori con bambini da 0 a 03 anni:

si propone di rappresentare un punto di riferimento per la consulenza pedagogica, la documentazione, la consultazione e la formazione in ambito educativo e pedagogico.

Il Comitato Trazzera Marina di Capo d’Orlando si propone di rispondere alle esigenze che nascono nell’assumere l’importante ruolo di genitori, offrendo un luogo dove poter esplicitare dubbi e domande e ricercare risposte, attraverso l’incontro con persone competenti e il confronto con altri genitori.“

DIRE FARE ASCOLTARE | Incontri per genitori, famiglie ed educatori di bambini da 03 a 10 anni.

incontri gratuiti dedicati a genitori, famiglie ed educatori di bambini da 0 a 10 anni, a cura degli specialisti in osteopatia, logopedia e psicologia della scuola.  

La proposta è rivolta a tutti i genitori ed i professionisti del settore che voglio creare  questi incontri.

 Contattare per organizzare gli eventi :

e-mail :  comitato@trazzeramarina.it

mobile : 347-4629179

Prepariamo il Futuro

Il progetto Prepariamo il Futuro prevede un ciclo di incontri laboratoriali sulla Nuova Economia e l’Innovazione Sociale vogliamo istituire un concorso di idee denominato Premio Prepariamo il Futuro, entrambi aperti ai ragazzi dai 16 ai 30 anni residenti.

Nello specifico il progetto dovrà fornire gli strumenti necessari all’analisi e comprensione del proprio contesto socio-economico di riferimento, rilevandone bisogni e opportunità.

Sulla base di quanto emergerà da questa analisi, sarà data agli studenti l’opportunità di progettare un piano di sviluppo economico, sociale e/o ambientale che potrà essere sperimentato dalle organizzazioni  nel territorio Nebroideo.

Laboratori Prepariamo il Futuro si terranno all’interno delle classi degli istituti partecipanti al di fuori dell’orario scolastico, come attività formative extra che danno diritto a crediti formativi.

 Gli incontri saranno strutturati in modo tale da sviluppare al massimo il lavoro di gruppo e l’apprendimento tra pari affiancati sempre dai professionisti  che condurranno i laboratori, indirizzando i ragazzi a sperimentare concretamente i contenuti proposti, confrontandosi e proponendo idee condivise, utilizzando la metodologia utilizzata della peer education  processo grazie al quale dei giovani, istruiti e motivati, intraprendono lungo un periodo di tempo attività educative, informali o organizzate, con i loro pari.

Gli incontri previsti dal percorso sono 4 e affronteranno i seguenti argomenti:

– il sistema economico attuale, il mercato e il suo funzionamento; la nuova economia e la cittadinanza attiva e responsabile

– i bisogni e le risposte: come costruire mappe dell’esistente

– la progettazione, alcuni elementi indispensabili per scrivere un buon progetto

– analisi collaborativa del progetto proposto, punti di forza e criticità

– confronto tra le idee e i progetti presentati.

Il ciclo di incontri si concluderà per tutti i partecipanti con l’Innovazione sociale, dove gli studenti  potranno confrontarsi, scambiare idee, instaurare collaborazioni tra loro o con aziende e associazioni che presenteranno le opportunità che riservano ai ragazzi.

come organizzare la rete territoriale

Uno degli obiettivi principali del progetto del Comitato Spontaneo è l’attivazione di reti tra gli attori presenti in ogni territorio. Quali  associazioni, imprese che hanno per scelta la sostenibilità.

I cittadini promotori del progetto sono incaricati a realizzare una prima scrematura delle realtà attive sul proprio territorio a partecipare al progetto di mobilitazione.

Sarà importante partire dalle esperienze già realizzate o in essere nei diversi territori, perché partire dall’esistente porta a valorizzare quello che di buono viene già fatto e a risparmiare tempo e lavoro dei volontari.

Le iniziative nei quartieri e nelle realtà locali devono essere molteplici, ben fatte, coinvolgenti, non isolate le une dalle altre.

L’approccio deve mettere in relazione, aumentandone la portata e la “massa critica” sia nei confronti della popolazione che di imprese e istituzioni.

 Dobbiamo ideare due forme di raggruppamento di cittadini associazioni, funzionali per supportare le attività di mobilitazione a livello locale.

 Comitati di Azione Territoriale

I Comitati di Azione Territoriale – sono costituiti dagli associati di associazioni presenti a livello di macro-aree territoriali che intendono condividere le loro esperienze per la realizzazione di proposte di sviluppo sostenibile a beneficio della collettività.

 

I collaboratori con i movimenti che sul territorio si occupano di tutela e valorizzazione dei beni comuni e svolgono un ruolo di approfondimento e impostazione di criteri di nuova economia da attivare attraverso la creazione di appositi comitati. Il comitato ha, inoltre, lo scopo di instaurare un dialogo con le imprese presenti sul territorio, lavorando con quelle che già hanno intrapreso un discorso di sostenibilità e sensibilizzato altre realtà nel territorio.

 Gruppi Locali per la Sostenibilità

I Gruppi Locali per la Sostenibilità – sono le diramazioni territoriali e sono lo strumento operativo per la realizzazione di eventi di mobilitazione e di sensibilizzazione.

Sono gruppi informali, che si organizzano liberamente per le proprie iniziative, scegliendo luoghi e convocazioni, restando aperti ad altre adesioni, che condividono gli obiettivi si impegnano a realizzarli.

 Le attività del GLS :

- Elaborare un programma d’azione funzionale alla realizzazione dell’attività sul territorio con i partecipanti / promotori, obiettivi, strategie e azioni.

- Realizzare incontri con le organizzazioni e i cittadini per compiere un’analisi dei bisogni del territorio e  la mappatura delle imprese sostenibili.

- Promuovere azioni di sensibilizzazione culturale sui temi della nuova economia, dell’impresa e del consumatore responsabile, con dibattiti sulla nuova economia e sulla sostenibilità sociale e ambientale, e sui comportamenti delle aziende locali e nazionali, anche con progetti nelle scuole da diffondere anche attraverso la stampa locale.

- Realizzare, incontri con le imprese locali per instaurare un dialogo sui temi della sostenibilità, per la nascita o il proseguimento di progetti comuni.

- Proseguire il dialogo aperto con le associazioni, i cittadini e imprese sullo sviluppo territoriale legato alla sostenibilità allargando il coinvolgimento di altri soggetti.

Dialogo ! una pratica sociale da esercitare

La prima condizione perché il dialogo sia possibile è il rispetto reciproco, che implica il dovere di comprendere lealmente ciò che l’altro dice.

 

 

 

 

Il termine dialogo indica il confronto verbale che attraversa due o più persone come strumento per esprimere sentimenti diversi e discutere idee non necessariamente contrapposte.

Come pratica sociale, modello ideologico e forma letteraria, il dialogo appare caratteristico di società a larga facilità di comunicazione. Al tempo stesso, il dialogo è forma espressiva funzionale a culture prevalentemente di democrazia, e la sua stessa utilizzazione come scrittura è una traccia manifesta di una situazione di libertà.

E’ quel processo di trasmissione d’informazioni attraverso pratiche e istituzioni capaci di trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio culturale accumulato fino a quel momento grazie a due particolarità:

Come pratica sociale, modello ideologico e forma letteraria, il dialogo appare caratteristico di società a larga facilità di comunicazione. Al tempo stesso, il dialogo è forma espressiva funzionale a culture prevalentemente di democrazia, e la sua stessa utilizzazione come scrittura è una traccia manifesta di una situazione di libertà.

Ogni società ha una vita più lunga rispetto agli individui che la compongono.

Il patrimonio culturale comprende l’insieme di competenze sociali di base e competenze specialistiche che diversificheranno la società.

Si ha per questo motivo una “socializzazione primaria” che assicura il primo obiettivo; e una “socializzazione secondaria” che si occupa del secondo.

Il primo stadio riguarda i primi anni di vita di un bambino, fino circa l’inizio delle scuole primarie. Segue poi la fase successiva che dall’inizio della scuola si protrae per tutto l’arco della vita. Il patrimonio culturale di generazione in generazione viene modificato, in quanto la società continua a modificarsi di fronte a nuovi fattori. Per questo una parte del patrimonio (la parte obsoleta) viene di volta in volta accantonata e lascia spazio all’innovazione.

 

 

Il rancore o risentimento! Aiutiamoci a metterlo da parte. Cambiamo !!!

Il rancore è un sentimento di rabbia profonda e persistente, un risentimento radicato che fa perdere l’equilibrio e ammala il corpo e la mente.

 L’origine del rancore può essere dovuto a varie ragione (insulti, troppa fiducia data, inganno, offese, maltrattamenti).

 Il risentimento si accumula fino a diventare desiderio di vendetta. Tutti ne abbiamo sofferto almeno una volta, adottando a volte comportamenti che andavano contro la nostra personalità, per sopportare gli squilibri e le angustie che questo sentimento genera.

Solitamente, tutti siamo fedeli ai nostri principi di comportamento, anche se spesso questi non coincidono con quegli degli altri.

Dove alcuni vedono un’offesa imperdonabile, altri possono vedere qualcosa senza importanza. E anche se l’atto compiuto è stato lo stesso, soffrirà di meno chi pensa che quell’atto è stato meno importante.

Se ti sembra che qualcuno ti abbia maltrattato ingiustamente, sarà la vita a ricompensarlo, però nessuno di noi dev’essere un giudice , dobbiamo essere responsabili solo di noi stessi, modificando il nostro modo di vedere le cose e non pensando che se qualcuno ci ha ingannati, anche gli altri faranno lo stesso.

Ognuno di noi è unico, non commettiamo l’errore di pensare che gli altri debbano pensare come noi.

 Mai nessuno sarà come noi lo vogliamo e esistono numerosissime possibilità che ci facciano del male più volte.

Per questo è necessario sapere che tutto cambia e che anche noi siamo capaci, se vogliamo.

 

 

 

FARE SISTEMA e RETE – UTILITA’ -

La capacità di fare sistema & rete per costruire davvero un ecosistema dell’innovazione che aiuti tutti a realizzare i propri sogni, dove anche le Scuole ed Università insegnino agli studenti cosa vuol dire fare l’imprenditore, dove le istituzioni comprendano davvero il valore dell’innovazione sociologica e delle nuove tecnologie, dove i capitalisti, non sono solo i Venture capitalist, ma anche i piccoli borghesi o i palazzinari capiscano che investire in socializzazione sistema & rete possa essere molto conveniente per tutti.

La formula suggerita da molti operatori e dagli esperti di settore per migliorare la competitività  Meridionale  è “fare sistema”. Una formula …Fare sistema significa guardare tutti nella stessa direzione. Creare un elevato numero di interazioni e una forte collaborazione rete “ tra tutti i soggetti.

La nostra realtà necessità di fare sistema & rete, a tutti i livelli: dalle imprese, agli enti locali, dalla politica alle associazioni.

Pur nella consapevolezza che “incrostazioni” autorefenziali  decennali, se non secolari, non si combattono nello spazio di una stagione, è necessario, da subito almeno creare una “rete” che possa, in ultima analisi, contribuire a realizzare quelle pre-condizioni per lo sviluppo che, in massima parte, sono coincidenti e sovrapponibili alle cause del gap di competitività del nostro sistema produttivo rispetto alle regioni più avanzate del centro nord

Occorre uno sforzo culturale generalizzato che, in primo luogo, deve  mirare a superare innanzitutto un profilo di cultura economica ancora piuttosto basso il quale, nell’immediato, si traduce in difficoltà obiettive nel realizzare appieno i passaggi generazionali nella conduzione delle aziende e nella scarsa familiarità con la moderna economia e con la finanza d’impresa.

L’eccessivo personalismo nel nostro territorio nasce proprio da questo, dalla necessità che ha dovuto affrontare l’imprenditore di “ farsi da solo”.

Il vero modello, alla fine, è questo: bisogna ridurre, canalizzandolo, il tasso d’individualismo oggi presente con l’obiettiva necessità di mettersi in rete avvertita oggi da tutti come un  valore ed un dato irrinunciabile costituendo una condizione di sopravvivenza delle nostre imprese.

Nello stesso tempo bisogna cogliere, valorizzandole, le capacità individuali tenendo sempre presenti che i rischi dell’appiattimento generalizzato e della massificazione rappresenterebbero boomerang  di cui non s’avverte davvero la necessità.  

Qualsiasi sistema vivente o sociale, produttivo o distributivo, se isolato dall’ambiente che lo circonda, degrada, si decompone e scompare. In economia ogni parte è unica ma inserita in un processo che riguarda tutti, come in un ecosistema.

L’impresa “solitaria” è entrata in crisi. Solo gli appartenenti a sistemi dotati di una forte integrazione sopravvivono; ha cominciato ad emergere progressivamente l’idea che solo gli appartenenti a sistemi capaci di valorizzare la multidimensionalità nelle loro relazioni col prossimo, col lontano, col fornitore, col cliente, con il lavoro, con la società siano i più adatti a sopravvivere.

La consapevolezza di poter contare sull’aiuto di una rete sociale costituisce una risorsa basilare per la salute mentale di ognuno di noi; I rapporti quotidiani con familiari, amici, colleghi di lavoro o l’appartenenza gruppi scolastici, religiosi, politici o di altro genere possono svolgere una funzione protettiva importantissima; questa funzione si manifesta principalmente in tre modi: tramite un sostegno emotivo, con informazioni e consigli, con aiuti materiali.

In questi termini, sembra che la salute mentale si fondi su un presupposto di natura volontaristica o, peggio ancora, su una serie di doni di cui alcuni dispongono e altri sono privi. Cosa può fare, si obietta, chi di tali doni non dispone? E non è uno dei primi effetti dello stato di disagio e di disturbo proprio la perdita di fiducia in s’è stessi quindi della capacità di reagire efficacemente, di costruirsi una figura di riferimento insieme ad una rete sociale.

 

            

Comportamenti sociali 1^ parte

La letteratura sociologica del 20° secolo ha sviluppato analisi  teoriche che si sono basate su approcci  riguardanti  il comportamento sociale nelle sue diverse sfaccettature.

Sempre più spesso si  parla soprattutto di comportamento collettivo’ o anche di ‘comportamenti collettivi’. Meno frequentemente si è fatto ricorso alla variante indicata come ‘comportamento di massa’ ovvero ‘comportamenti di massa’.

Dovendo rinunciare, pertanto, alla versione originaria che parla di ‘comportamento sociale’ conviene invece utilizzare il plurale e racchiudere entro la dizione di ‘comportamenti sociali’ tutte le possibili variabili che sono in rapporto con l’ambito comportamentale.

In tal modo  s’intendono le azioni che manifestano e rendono esplicito l’orientamento dell’individuo specialmente nella sua interazione con i membri della società alla quale egli stesso appartiene.

Emergono sostanzialmente quattro aspetti fondamentali: sentimenti (con i diversi livelli di approvazione sociale), attività (come consenso alla richiesta di cambiamento proveniente da altri), interazioni (quando sono numerose creano una maggiore affinità di sentimenti) e norme (in quanto affermazioni che un certo comportamento è considerato apprezzabile).

1) se in passato la presenza di una particolare situazione-stimolo è stata occasione di ricompensa per un dato comportamento, allora quanto più l’attuale situazione-stimolo risulta simile a quella del passato, tanto più è probabile che il soggetto abbia il medesimo comportamento o qualcosa di simile; 2) quanto più spesso in un certo periodo di tempo l’attività di una persona ricompensa quella di un’altra, tanto più spesso quest’ultima compirà la stessa attività; 3) quanto più è apprezzabile per un soggetto una singola attività che un altro compie, tanto più spesso quest’ultimo compirà l’attività ricompensata dall’altro; 4) quanto più spesso in un passato recente una persona ha ottenuto un atto compensatorio da parte di un altro, tanto meno apprezzabile diventa per lui un singolo atto; 5) quanto più spesso la regola della giustizia distributiva non viene rispettata a svantaggio di una persona, tanto più probabilmente quella persona mostrerà il comportamento emozionale di opposizione e rabbia.

Le teorie sul comportamento hanno come base di riferimento gli stimoli iniziali, le emozioni-sentimenti di accettazione o rifiuto in connessione con gli stimoli, le interazioni di preferenza-avvicinamento o di presa di distanza-allontanamento, le gratificazioni-deprivazioni relative a quanto desiderato, i rinforzi o gli indebolimenti degli atteggiamenti che preludono ai comportamenti.